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Rassegna stampa


Introduzione al MASTER di II livello
ESPERTI DELLA PARTECIPAZIONE NEI PROCESSI DECISIONALI E DI GOVERNO DEL TERRITORIO


di Andrea Fineschi


Il problema ambientale, l’equità sociale, la promozione di ogni uomo rappresentano oggi il nodo cruciale dello sviluppo sostenibile e dell’eticità dei rapporti inter/intragenerazionali, inter/intranazionali.
Chiunque voglia occuparsi di sviluppo, come cooperante o comunque a titolo professionale, si troverà prima o poi di fronte alla necessità di conciliare due spinte sociali fondamentali, quella legata alla necessità di mantenersi in contatto con le origini e con la tradizione (che incarnano l’identità di un popolo) e quella legata alla volontà di crescita economica, dei livelli di benessere, di sviluppo materiale e culturale.
Queste due “anime” convivono sia nei paesi del Sud del mondo sia nel ricco Occidente: certamente esse si manifestano nelle due zone con caratteristiche differenti, ma, se si riesce a velare ciò che è apparentemente “abbagliante”, si scopre come tutto possa essere ridotto, ovunque, a queste due grandi aspirazioni, spesso in contrasto tra loro. Ciò che rende ancora più complesso il lavoro del professionista dello sviluppo (nella sua accezione più ampia) è la consapevolezza che entrambe le aspirazioni sono giuste e opportune: che l’uomo guardi contemporaneamente al suo passato ed al suo futuro è un presupposto essenziale perché il suo ciclo risulti armonico, perché lui possa essere, in prima persona, protagonista della Storia. Dunque, sono le situazioni in cui questo scontro non avviene a risultare viziate, non certo il contrario.
Scontro e conflitto sono essenziali per la ricerca di nuovi compromessi sociali, di nuovi assetti, purché il conflitto non degeneri e la sua parte “destruens” non divori tutto quanto di positivo e “costruens” ha da dare.
La questione della partecipazione alle politiche territoriali è da questo punto di vista particolarmente critica. Essa, infatti, coinvolge il territorio (inteso come spazio sociale capace di attribuire alle popolazioni che lo occupano una specifica identità, ma anche come habitat naturale e/o risorsa scarsa nel ciclo produttivo), il confronto tra culture, esigenze, emozioni, credenze, convinzioni spesso incompatibili tra loro, le scelte (passate e future, locali e globali) e il modo con cui le decisioni vanno prese (essenza costitutiva della democrazia).
E’ in questo quadro che nasce la volontà di creare il Master di II livello in “Esperti della partecipazione nei processi decisionali e di governo del territorio”, rivolto a tutti i laureati specialistici/magistrali che intendano spendersi in questo settore, complesso quanto interdisciplinare. Esso assume un significato tutto particolare per i laureati in Scienze per la cooperazione allo sviluppo: mediatori, cooperanti, policy makers sono oggi più che mai chiamati a relazionarsi con tutti i portatori di interesse coinvolti nei conflitti socio-ambientali. E’ di pochi giorni fa l’approvazione in Senato del DdL sullo sviluppo, che di fatto riattiva il percorso nucleare in Italia, interrotto nel 1987 dal referendum, un’approvazione che giunge quando ancora la questione rifiuti in Campania è aperta, aperta quanto la realizzazione della TAV, il progetto del ponte sullo stretto di Messina e la ricostruzione in Abruzzo, dopo i tragici eventi sismici di pochi mesi fa. Questa rapidissima carrellata di questioni riguarda solo l’Italia in una finestra temporale ridottissima: la prepotenza con cui la questione del governo del territorio si affaccia nella vita di tutti noi si moltiplica esponenzialmente allargando le dimensioni temporali (Vajont) e spaziali (la diga delle Tre Gole in Cina, la drammatica questione idrica tra israeliani e palestinesi, il controllo dei diamanti in Sierra Leone …).
In tutte tali vicende esistono tensioni fortissime tra i vari stakeholders, questioni che non possono essere correttamente gestite (meglio ancora, trasformate) senza una preparazione solida, teorica quanto pratica, generale quanto particolare. E’ necessario riuscire a capire ed analizzare la questione territoriale prima in termini generali in modo oggettivo, quantitativo e qualitativo, per poter poi analizzare il caso specifico, con la stessa metodologia, al fine di pianificare interventi professionali ed efficaci, gli unici in grado di valorizzare la parte costruttiva dei naturali conflitti che scoppiano tra interessi differenti.
Nonostante la pregnanza di queste tematiche e la necessità di professionisti qualificati in grado di operare come mediatori piuttosto che come policy makers o rappresentanti di interessi, il panorama formativo si presenta piuttosto desolato: chi è intenzionato a percorrere tale indirizzo professionale si trova in difficoltà sia nella fase di personale qualificazione/certificazione, che nella fase di contatto con gli stakeholders.
La Regione Toscana, il Dipartimento di Ingegneria Civile e il CISP dell’Università di Pisa si sono dunque impegnati a garantire ai laureati magistrali in Scienze per la Pace e in Ingegneria Civile/Architettura in prima battuta, ma anche ai laureati quinquennali in ogni altra disciplina, questo percorso post-universitario di alta professionalizzazione, che risponde sia alla necessità di formazione teorica ed analitica (normativa urbanistica e ambientale, tecniche e strumenti di pianificazione, teoria e tecnica della mediazione, strumenti informatici di misura e governo del territorio), che alla necessità di pratica e di studio di casi reali (laboratori, workshops, tirocini).
Il master di II livello intende potenziare le specificità di ogni tipo di laurea, aiutando allievi formati in culture disciplinari diverse a costruire un linguaggio comune per progettare e attuare insieme quei complessi percorsi attraverso cui persone e comunità riescano ad esprimere, nella consapevolezza e nella responsabilità, il proprio ruolo e il proprio potere di cittadinanza.
Il master, dunque, rappresenta l’occasione per investire professionalmente in un settore che sta crescendo nella coscienza mondiale ed è destinato a diventare, nella percezione locale quanto globale, di primaria importanza.

Per maggiori informazioni: www.master-partecipazione.dic.unipi.it