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La frontiera addosso: tavola rotonda nella Giornata nazionale per le vittime dell'immigrazione - Pisa, 3 ottobre 2018 ore 16-19

Era l'alba del 3 ottobre 2013 quando, a poche miglia da Lampedusa, un peschereccio salpato dalla Libia con più di 500 persone a bordo affondava dopo un incendio, provocando 366 morti e più di 20 dispersi. Anche quest'anno il Centro Interdisciplinare "Scienze per la Pace" e i corsi di laurea in "Scienze per la pace" promuovono un momento pubblico di riflessione per commemorare l'evento, nella Giornata nazionale delle vittime dell'immigrazione istituita dalla legge 21 marzo 2016 n. 45. La tavola rotonda, intitolata "La frontiera addosso", si svolgerà mercoledì 3 ottobre nella Gipsoteca di Arte Antica in Piazza S. Paolo all'Orto 20, dalle ore 16 alle ore 19.

A distanza di cinque anni dal naufragio di Lampedusa, cosa è cambiato nella gestione dei processi migratori e nei sentimenti dell'opinione pubblica verso i migranti? Come sono mutate le cause, le condizioni e le traiettorie dei viaggi attraverso l'Africa e il Mediterraneo in direzione dell'Europa? A partire da queste domande di urgente attualità, la tavola rotonda vuole promuovere una discussione critica e consapevole su un tema, come quello delle migrazioni, affrontato in modo sempre più spesso emotivo e conflittuale. L'obiettivo è anche quello di orientare politiche e pratiche improntate al rispetto del diritto internazionale, dei diritti umani e della Costituzione, superando ogni schematica contrapposizione tra nativi e migranti.

Più voci si alterneranno e dialogheranno col pubblico, affrontando alcune delle principali questioni aperte. Daniela Padoan, scrittrice, ricostruirà la recente evoluzione delle politiche migratorie nazionali ed europee: dall'allontanamento delle ONG impegnate nei salvataggi in mare alla chiusura di fatto dei porti italiani alle stesse imbarcazioni della Guardia Costiera; dagli accordi tra l'Italia e il governo di Tripoli per intercettare le imbarcazioni in viaggio agli accordi con vari paesi d'origine per operare i rimpatri o per fermare le partenze; dal potenziamento della guardia costiera europea all'esternalizzazione delle procedure di asilo.

Emilio Drudi, giornalista, illustrerà l'attuale situazione dell'Eritrea, di cui in Italia si parla molto poco nonostante il legame coloniale e le numerose presenze: un paese tutt'altro che sicuro e pacificato, anche dopo il recente accordo con l'Etiopia, in cui il dissenso continua ad essere violentemente represso e in cui un servizio militare obbligatorio prolungato, di fatto assimilabile a lavori forzati, spinge migliaia di giovani alla fuga.

Abraham Tesfai, attivista eritreo del movimento per i diritti dei rifugiati, riporterà le testimonianze da lui stesso raccolte attraverso i social media sulle condizioni di violenza, spinte fino alla tortura e alla riduzione in schiavitù, vissute in Libia dai migranti in transito, e presenterà varie iniziative di contro-informazione e sensibilizzazione su ciò che avviene al di là del Mediterraneo, nel paese verso cui si vorrebbero respingere i migranti.

Jasmine Accardo e Maria Grazia Krawczyk, esponenti della campagna Lasciatecientrare, faranno il punto sulle numerose criticità del sistema italiano dell'accoglienza fondato sull'emergenza, criticità che hanno alimentato tanto le proteste dei richiedenti asilo e delle associazioni, quanto un discorso pubblico sempre più ostile verso i migranti e il settore cooperativo in generale.

In occasione della tavola rotonda verrà presentato il Corso di Alta Formazione "Diritti e migrazioni. Strumenti per convivere in una società che cambia", giunto alla quarta edizione, le cui lezioni inizieranno il 6 ottobre prossimo.

Verrà inoltre inaugurata la mostra fotografica "Storie illustrate di minori migranti", realizzata in collaborazione con Terre des Hommes. La mostra verrà presentata da due dei curatori, Claudia Bellante e Mirko Cecchi, e proseguirà dal 23 al 31 ottobre a Palazzo Vitelli, Lungarno Pacinotti 44.